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Benvenuti nel Cilento: tra mare, borghi e tradizioni agricole

Immaginate di arrivare nel cuore del Cilento, una delle aree più affascinanti della Campania meridionale. Davanti a voi si apre un paesaggio molto vario: colline ricoperte di uliveti e vigneti, borghi medievali arroccati e una costa che si affaccia sul Mar Tirreno con spiagge e promontori spettacolari.

Questo territorio è oggi protetto dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei parchi naturali più grandi d’Italia, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Qui la natura, la storia e la tradizione agricola convivono da secoli creando un paesaggio ricco di identità.

Il Cilento è anche la terra in cui è nata la Dieta Mediterranea, studiata negli anni Cinquanta dal fisiologo americano Ancel Keys, che scelse proprio questo territorio per le sue ricerche sull’alimentazione e la salute.

Il nostro itinerario parte dalla scoperta del paesaggio rurale e delle tradizioni agricole del Cilento, dove vino, olio e prodotti della terra rappresentano ancora oggi una parte fondamentale della cultura locale.

 

La tradizione vinicola del Cilento

La viticoltura nel Cilento affonda le sue radici in epoca antica. Furono probabilmente i coloni greci, arrivati in queste terre già nel VI secolo a.C., a introdurre e diffondere la coltivazione della vite, lasciando un’eredità che ancora oggi caratterizza il territorio.

Oggi la produzione vinicola cilentana è valorizzata principalmente da tre riconoscimenti ufficiali: la Cilento DOC, la Paestum IGP e la Castel San Lorenzo DOC. Queste denominazioni tutelano la qualità dei vini locali e ne promuovono la cultura, pur differenziandosi per caratteristiche, regolamenti e filosofia produttiva.

Il clima mediterraneo del Cilento, con estati calde e ventilate e inverni miti, unito a suoli calcarei e argillosi, crea condizioni ideali per la vite. Le escursioni termiche tra giorno e notte, soprattutto nelle zone collinari interne, permettono alle uve di sviluppare aromi intensi e strutture equilibrate.

Cilento DOC

La denominazione Cilento DOC comprende diverse tipologie di vino:

  • Cilento Rosso, prodotto principalmente da Aglianico
  • Cilento Bianco, da Fiano e Greco
  • Cilento Rosato, spesso basato su Aglianico

L’Aglianico è il vitigno più rappresentativo dei rossi DOC: nel Cilento dà vini dal colore intenso, con note di frutti rossi, spezie e talvolta leggere sfumature minerali. I bianchi, invece, sono freschi e aromatici, con profumi di fiori, frutta bianca e agrumi, e buona sapidità.

Paestum IGP

La Paestum IGP prende il nome dall’antica città greca di Paestum e offre ai produttori maggiore flessibilità rispetto alla DOC. Qui è possibile sperimentare nuove interpretazioni dei vitigni autoctoni o introdurre varietà internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot o Syrah, accanto a quelli tradizionali.

Castel San Lorenzo DOC

La Castel San Lorenzo DOC rappresenta un’altra eccellenza della viticoltura cilentana. Questa denominazione valorizza i vini prodotti in un’area specifica della provincia di Salerno, con particolare attenzione ai rossi corposi e ai bianchi aromatici, rafforzando la tradizione e la qualità del vino locale.

I vitigni del Cilento

Uno degli aspetti più interessanti della viticoltura cilentana è la presenza di vitigni autoctoni, sviluppatisi nel territorio nel corso dei secoli, che rappresentano un patrimonio di biodiversità. Tra i più diffusi c’è naturalmente l’Aglianico, che nel Cilento assume caratteristiche più morbide e mediterranee, con frutti rossi maturi, spezie e buona struttura.

Accanto a questo vitigno storico si trovano varietà meno conosciute ma altrettanto interessanti, come l’Aglianicone, un antico vitigno a bacca rossa tradizionalmente coltivato nei vigneti familiari o come uva da taglio, oggi recuperato da diversi produttori.

Il lavoro di valorizzazione dei vitigni autoctoni non serve solo a preservare la biodiversità, ma racconta attraverso il vino la storia agricola e culturale del Cilento, unendo tradizione, innovazione e autenticità.

 

 

I borghi e il paesaggio del Cilento

Il territorio cilentano è caratterizzato da una rete di piccoli borghi che conservano ancora oggi l’atmosfera dei centri rurali del Sud Italia.

Il Cilento è un territorio molto ampio e variegato, dove piccoli borghi collinari e villaggi costieri conservano ancora oggi un forte legame con la tradizione agricola e marinara. Visitare questi centri significa scoprire un ritmo di vita più lento e autentico, fatto di piazze, vicoli in pietra e panorami spettacolari.

 

Storia e archeologia: Paestum

Il viaggio nel Cilento può iniziare dalla celebre area archeologica di Parco Archeologico di Paestum, una delle testimonianze più importanti della presenza greca nell’Italia meridionale.

Fondata nel VI secolo a.C., la città conserva tre straordinari templi dorici dedicati alle divinità Hera, Atena e Poseidone, tra i meglio conservati al mondo.

La visita a Paestum rappresenta una perfetta introduzione alla storia millenaria del territorio cilentano.

 

Dalle colline al mare: i borghi del Cilento

Il panorama della piana: Trentinara

Poco distante da Paestum si trova Trentinara, un borgo arroccato sulle colline che dominano la pianura.

Il paese è spesso chiamato “la terrazza del Cilento” perché dai suoi belvedere si può ammirare un panorama straordinario che abbraccia la pianura di Paestum e il Mar Tirreno.

Il centro storico conserva l’atmosfera dei borghi medievali con vicoli stretti, archi in pietra e piazze panoramiche.

 

Agropoli: tra mare e antichità

Affacciata sul mare del Cilento, Agropoli è una tappa perfetta che unisce storia, mare e atmosfera mediterranea.

Il cuore della visita è il centro storico, raggiungibile attraverso la scenografica salita degli “scaloni”, che conduce al Castello Angioino-Aragonese di Agropoli. Da qui si gode di una splendida vista sul mare e sulla costa cilentana, mentre tra vicoli, archi e piazzette si respira un’autentica atmosfera medievale.

Poco distante si trova il Porto di Agropoli, punto ideale per una passeggiata sul lungomare, soprattutto al tramonto. Per chi cerca il mare, la Baia di Trentova è una delle spiagge più belle della zona, famosa per le sue acque limpide e il paesaggio naturale.

 

Il borgo medievale sul mare: Castellabate

Scendendo verso la costa si raggiunge Castellabate, uno dei centri storici più affascinanti del territorio.

Il borgo nacque nel XII secolo attorno a un castello costruito per difendere la costa dalle incursioni piratesche. Ancora oggi il centro storico conserva il suo impianto medievale fatto di vicoli, archi e piazze affacciate sul mare.

Castellabate è oggi inserito tra I Borghi più belli d’Italia.

 

Natura e macchia mediterranea: Punta Licosa

A pochi chilometri da Castellabate si trova Punta Licosa, uno dei tratti di costa più suggestivi del Cilento.

Questo promontorio è circondato da un mare particolarmente limpido ed è immerso nella macchia mediterranea. Il luogo prende il nome dalla sirena Leucosia, protagonista di una leggenda legata al viaggio di Ulisse.

 

Il borgo dei pescatori: Acciaroli

Proseguendo lungo la costa verso sud si arriva ad Acciaroli, uno dei borghi marinari più caratteristici del Cilento.

Il paese è noto per il suo piccolo porto, per le case colorate e per le acque particolarmente limpide.

Acciaroli è anche legata agli studi sulla Dieta Mediterranea, perché qui visse per molti anni Ancel Keys.

Sapori del Cilento

Il vino nel Cilento è strettamente legato alla tradizione gastronomica locale.

La cucina cilentana rappresenta uno degli esempi più autentici della Dieta Mediterranea, basata su ingredienti semplici e stagionali.

Tra i piatti più rappresentativi troviamo:

  • Cavatelli cilentani, pasta fresca spesso condita con sugo di carne o pomodoro
  • Mozzarella di bufala, prodotta nelle aree vicine della piana del Sele
  • Fichi bianchi del Cilento, uno dei prodotti più famosi del territorio
  • Lagane e ceci, antico piatto della tradizione contadina

Questi piatti vengono spesso accompagnati da olio extravergine d’oliva locale e dai vini prodotti nelle colline cilentane.

 

Le cantine e le degustazioni

Dopo aver esplorato i borghi e il paesaggio del Cilento, l’itinerario prosegue con la scoperta delle cantine del territorio, dove è possibile conoscere da vicino la produzione dei vini locali.

Tra queste troviamo Fattoria Albamarina, un’azienda agricola situata nel comune di Centola.

La cantina nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio cilentano attraverso una produzione agricola attenta alla sostenibilità e al rispetto della natura. I vigneti si trovano in una zona collinare caratterizzata da un clima mite e ventilato, ideale per la coltivazione della vite.

Verso l’entroterra cilentano si trova invece  Tenuta Mainardi.

Questa azienda agricola è immersa nel paesaggio naturale ai piedi dei Monti Alburni, ad Aquara, e rappresenta un esempio di viticoltura legata alla tradizione rurale del territorio.

Qui i vigneti beneficiano dell’altitudine e delle escursioni termiche tra giorno e notte, condizioni che favoriscono la maturazione delle uve e la produzione di vini equilibrati e ricchi di profumi.

 

Vuoi approfondire il territorio?

Dopo aver esplorato la costa cilentana e visitato alcune delle cantine del territorio, l’itinerario può proseguire con una giornata dedicata alla scoperta del Cilento meridionale oppure alla visita delle aree interne, dove il paesaggio cambia completamente: dalle scogliere sul mare si passa a valli fluviali, boschi e piccoli borghi immersi nella natura.

 

Mare e paesaggi spettacolari: Palinuro

Una delle tappe più suggestive della costa cilentana è Palinuro, località situata nel comune di Centola.

Il promontorio di Capo Palinuro è famoso per le sue scogliere a picco sul mare, per le grotte marine e per le acque particolarmente limpide. Tra le attrazioni naturali più note si trova la Grotta Azzurra, dove la luce del sole crea spettacolari riflessi blu sull’acqua.

Secondo la tradizione il nome del luogo deriva da Palinuro, il timoniere di Enea, protagonista dell’Eneide di Virgilio, che secondo la leggenda trovò la morte proprio in queste acque.

 

San Severino di Centola: dove il tempo si è fermato

Arroccato su uno sperone roccioso nel cuore del Cilento, San Severino di Centola è un borgo medievale abbandonato che conserva ancora oggi un fascino autentico e suggestivo.

Passeggiando tra vicoli e case in pietra si percepisce chiaramente l’impianto originario del paese, fino a raggiungere la parte più alta dove si trovano i resti del castello e il Palazzo Baronale di San Severino. Lungo il percorso si incontrano anche piccole chiese e scorci panoramici sulla valle del Mingardo, che rendono la visita particolarmente scenografica.

Ai piedi del borgo si trova anche il Museo dell’Emigrante, che racconta la storia dell’emigrazione locale attraverso testimonianze e oggetti, offrendo uno sguardo più umano e contemporaneo sulla vita delle comunità cilentane.

 

Tra colline e vigneti: Aquara

Lasciando la costa e risalendo verso l’entroterra si raggiunge Aquara, un piccolo borgo situato ai piedi dei Monti Alburni, in una posizione panoramica sulla valle del Fiume Calore.

Il centro storico conserva ancora l’impianto tipico dei borghi medievali cilentani, con vicoli stretti, scalinate e piazze affacciate sul paesaggio collinare.

Il territorio di Aquara è da sempre legato all’agricoltura e alla pastorizia, ma negli ultimi anni la viticoltura sta assumendo un ruolo sempre più importante nella valorizzazione del territorio.

 

Il Cilento montano: Laurino

Proseguendo lungo la valle del Fiume Calore si raggiunge Laurino, uno dei borghi più suggestivi dell’entroterra cilentano.

Il paese sorge su un pendio collinare e conserva un centro storico ricco di scorci panoramici, vicoli in pietra e resti di antiche fortificazioni.

Da non perdere il centro storico con il Palazzo Ducale, i ruderi del Castello Longobardo, la Collegiata di Santa Maria Maggiore e il Convento di Sant’Antonio.

Per gli amanti delle escursioni, ideale per una passeggiata alle Gole del Calore e alla Grava di Vesalo, salendo sul relativo monte.

Laurino è immerso nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, un’area caratterizzata da boschi, fiumi e paesaggi naturali ancora poco alterati dall’uomo.

 

Roscigno Vecchia: il paese fantasma

Proseguendo, incontriamo Roscigno Vecchia, che rappresenta una tappa suggestiva e fuori dal tempo, ideale da inserire in un itinerario alla scoperta dell’entroterra campano. Abbandonato agli inizi del Novecento, il borgo conserva ancora intatta la sua struttura originaria, offrendo l’impressione di un vero museo a cielo aperto.

Passeggiando tra vicoli silenziosi e case in pietra, si raggiunge la piazza principale, Piazza Giovanni Nicotera, cuore della vita di un tempo, dominata dalla semplice ma affascinante Chiesa di San Nicola di Bari.

Tra fontana, lavatoio e antichi edifici, ogni elemento racconta la quotidianità contadina di un passato rimasto immobile.

Una breve visita a Roscigno Vecchia è perfetta per chi cerca un’esperienza autentica, fatta di silenzio, storia e atmosfere uniche.

Tra natura e tradizione: Stio

A pochi chilometri da Laurino si trova Stio, un piccolo borgo immerso nel verde della valle del Fiume Calore.

Il paese conserva ancora oggi un forte legame con la vita rurale del Cilento interno. L’agricoltura, l’allevamento e le tradizioni locali rappresentano elementi centrali della cultura del territorio.

 

 

 

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